Dietro di te: il progetto sul bullismo pensato da Altreforme

Dietro di te, un cortometraggio sul bullismo girato a Udine ma che in realtà… non c’è. Al suo posto una mostra fotografica che rimarrà aperta fino al 14 aprile al Teatro Nuovo Giovanni da Udine. È il risultato del progetto, ideato dalla cooperativa Altreforme Udine, che ha coinvolto per sei mesi un gruppo di studenti di 16 e 17 anni dell’Educandato Statale Collegio Uccellis di Udine, i quali hanno ideato e costruito il “falso verosimile” all’interno di un laboratorio di storia e tecnica della fotografia, che si è avvalso della collaborazione del noto regista romano Daniele Vicari e Fernando Muraca. L’obiettivo del progetto è stato quello di coinvolgere gli studenti con una modalità didattico-formativa capace di stimolare le loro capacità progettuali e critiche.

“Tutto il progetto si muove attorno alla creazione dell’immagine fotografica e al suo rapporto con il reale, su ciò che è vero e su ciò che potrebbe essere vero e resta nel campo del verosimile – spiega Andrea Trincardi di Altreforme –. Guardando una fotografia la prima sensazione che si riceve, per quanto smaliziati si possa essere, è di verità, come nel caso della donna con la bandiera rossa, che sta manifestando, di Tina Modotti. Il ritratto divenne un’icona dei movimenti rivoluzionari, ma in realtà è una modella messa in posa”. Se dunque l’obiettivo è parlare di un episodio di bullismo – questo è il tema scelto dai ragazzi e su questo si è avviata la sperimentazione di comunicazione che ha portato alla realizzazione di una mostra fotografica –, il film Dietro di te di Daniele Vicari non è altro che il dispositivo che agisce come catalizzatore per migliorare l’incisività della comunicazione e le foto di scena hanno tutta la forza comunicativa necessaria indipendentemente dall’esistenza del film.

All’interno del laboratorio gli studenti si sono cimentati nell’ideazione di un soggetto nella definizione dei personaggi e nella scelta del titolo. Hanno poi collaborato nella fase del casting e partecipato alle riprese realizzando il materiale sia video che fotografico per il making of. Attraverso la costruzione del progetto e la mostra fotografica, si è inteso stimolare una riflessione critica sulla natura del medium fotografico, sulla costruzione e manipolazione dell’immagine e sui processi di comunicazione.

Secondo Augusta Eniti di Altreforme, l’attività favorisce la sperimentazione di pratiche educative interdisciplinari e sensibilizza sulla necessità di sviluppare politiche culturali inclusive, in grado di offrire ai giovani opportunità di formazione, di aggregazione e di avvicinamento alla dimensione creativa, come “prassi ordinaria” da parte di istituzioni pubbliche e private.

Si è scelto il tema della fotografia di scena perché costituisce il primo momento di comunicazione commerciale del film. Le immagini contribuiscono a rendere verosimile la finzione cinematografica e credibili i personaggi. Esposte in pubblico queste assumono un’aura di verità, il visitatore si fida del dispositivo mostra (o del dispositivo Internet) e guardando le fotografie non ha motivo di credere che esse non documentino veramente il film che uscirà nelle sale.

Il progetto ha ricevuto il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e il sostegno di Coop Alleanza 3.0, Lega delle Cooperative, Friuli Venezia Giulia Film Commission in collaborazione con il Fondo Audiovisivo FVG. La mostra fotografica rimarrà aperta fino al 14 aprile per poi essere ospitata a maggio, grazie a Raffaella Canci, negli spazi della mediateca de La Cappella Underground di Trieste.

News del 8 aprile 2017
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