Cinema Grattacielo a Cinemazero

Cinema Grattacielo, il documentario di Marco Bertozzi dedicato al grattacielo di Rimini e ai suoi abitanti, prodotto da Altreforme, Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico e Associazione culturale Condominium, con il sostegno del Fondo Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia con Rai Cinema, arriva a Cinemazero, Pordenone. Il film è in programma mercoledì 13 dicembre alle ore 20.45, alla presenza del regista.

Cinema Grattacielo ha debuttato in anteprima internazionale lo scorso 10 giugno a Bologna, al Biografilm Festival dove si è aggiudicato la Menzione speciale della Giuria. Il film in questi mesi ha fatto tappa in diversi festival cinematografici: Cinema del reale (Specchia), Molise Film Festival, Perugia Social Film Festival, Detour Festival a Padova.

Ecomostro o paradiso della modernità? Fin dalla sua inaugurazione nel 1959 il Grattacielo di Rimini non ha lasciato indifferenti, monumento al progresso che si elevava al di sopra della vecchia Italia povera e rurale, monolite di cemento e vetro destinato ai cittadini più abbienti. Poi, gradualmente, l’euforia del boom economico è scemata. È rimasto un corpo estraneo allo scenario urbano, che echeggia debolmente un passato di interni pop e folli riunioni condominiali, miti della vacanza di massa e vizi della riviera romagnola. Tra le storie di ieri e l’umanità che lo abita oggi si muove lo sguardo curioso di questo film, che esplora le vite multiculturali dei nuovi inquilini alla ricerca di una conciliazione, che riguarda l’Italia intera, fra ciò che avremmo voluto essere e ciò che stiamo diventando.

Del film hanno scritto, tra gli altri, Repubblica, Il Manifesto, Fata Morgana, Pointbreak.

“Il racconto del grattacielo, con la voce di Ermanno Cavazzoni, è ancora una volta il nostro, quello del nostro tempo illuminato dalla sua sapienza strana, dalla saggezza che deriva forse dal suo essere sospeso nel cielo, saldo suo malgrado, pieno di memorie e di vita”. (Cristina Piccino, Il Manifesto)

“Cinema grattacielo risponde così all’idea di un cinema documentario in grado di sperimentare e rielaborare i complessi immaginari consegnateci dalla modernità e dalla postmodernità, spingendosi oltre i limiti percettivi abituali e cercando di costruire nuovi modelli simbolici”. (Giacomo Ravesi, Fata Morgana Web).

News del 11 dicembre 2017
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